5 motivi per cui i problemi di digestione possono spiegare i chili di troppo

Ecco i disturbi digestivi che possono causare un aumento di peso

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Quando tutto va come deve, la vita è davvero bella… E non parliamo solo dei giorni in cui i capelli stanno come devono, o il nostro capo ci fa i complimenti per la presentazione che abbiamo preparato. Lo sapevi che molto dipende anche dalla nostra digestione? Perché se lo stomaco non funziona nel modo giusto, gli effetti possono vedersi anche sulla bilancia.

"I problemi gastrointestinali e quelli digestivi possono influenzare significativamente il modo in cui mangiamo, ma anche il modo in cui il nostro corpo assorbe e digerisce il cibo che assumiamo. E potremmo, secondo i casi, perdere o mettere su peso", spiega Kenneth Brown, specialista in gastroenterologia. "La maggior parte dei problemi digestivi tende a causare una riduzione del peso, che dipende dallo scarso assorbimento del cibo, ma ci sono anche alcune situazioni in cui la salute intestinale può tradursi in qualche chilo di troppo. "Insomma, se l'ago della bilancia va troppo su e non riesci a capire perché, il colpevole potrebbe essere uno di questi comuni problemi di origine digestiva".

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1. Reflusso acido

Chiamata anche malattia da reflusso gastroesofageo, può causare una sensazione dolorosa di acidità di stomaco o di bruciore nella zona inferiore del petto, provocata dagli acidi che risalgono lungo l'esofago. E per chi ne soffre, l'idea di ingerire cibi che possano anche solo temporaneamente ridurre il dolore è davvero rassicurante. "Mangiare è fonte di un sollievo temporaneo, perché sia il cibo che assumiamo che la saliva prodotta dalla masticazione neutralizzano gli acidi", spiega Kenneth Brown. Il problema è che una volta che il cibo ingerito è stato digerito, i sintomi – gonfiore, nausea, singhiozzo – tendono a ripresentarsi, spesso in modo più aggressivo, quando la produzione di acidi ricomincia. Così, spiega il dottor Brown, chi è alla ricerca di un po' di sollievo rischia di trovarsi in un circolo vizioso, di mangiare troppo e, alla fine, di ingrassare.

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La soluzione In Rete si legge che ci sono diversi rimedi fai da te per questo problema, dall'aceto di sidro di mele all'aloe vera. Ma, precisa Brown, non ci sono prove scientifiche a sostegno di queste teorie. Meglio prendere un antiacido (chiedi consiglio al tuo medico o al tuo farmacista): l'aumento di peso non è tra gli effetti collaterali comuni.

2. Ulcere

Le ulcere duodenali sono piaghe fastidiose che si sviluppano nel rivestimento dello stomaco o nell'intestino tenue, solitamente a causa dell'eccessiva produzione di acidi. E proprio come la malattia da reflusso acido, mangiando si possono alleviare alcuni sintomi, come il gonfiore e il senso di nausea, perché in questo modo, come precisa il dottor Su Sachar, specialista in Gastroenterologia, si copre temporaneamente l'ulcera con una sorta di rivestimento protettivo, neutralizzando l'effetto degli acidi. Però, anche in questo caso se mangi troppo spesso, le calorie in eccesso possono tradursi in qualche chilo di troppo.

La soluzione Se il tuo problema è un'ulcera, Su Sachar consiglia di rivolgerti al tuo medico per capire qual è il rimedio più adatto a te. Evita di prendere farmaci anti-infiammatori non steroidei (detti FANS): potrebbero causare emorragie interne. In caso di necessità scegli il paracetamolo che ha comunque effetti analgesici.

3. Costipazione

Ti senti "piena" e se sali sulla bilancia il tuo peso è maggiore, ma c'è una buona notizia: il tuo corpo, come spiega il dottor Brown, non sta davvero assorbendo calorie in più. Dunque non stai davvero ingrassando, e il peso che si fa vedere sulla bilancia dipende proprio dal fatto che le tue funzioni intestinali non sono regolari.

La soluzione Per non perdere la tua regolarità intestinale, il dottor Brown consiglia di seguire una dieta bilanciata, a base di alimenti integrali e con almeno 25 - 30 grammi di fibre al giorno, mantenere il corpo idratato(bevendo circa un paio di litri d'acqua ogni giorno), e fare attività fisica regolarmente. Se però la situazione non sembra migliorare, parlane con il tuo medico.

4. Batteri

Il nostro intestino contiene batteri buoni e batteri cattivi, e gli studi dimostrano che i batteri buoni sono fondamentali per la nostra salute, perché riducono gli stati infiammatori e aiutano a mantenere il peso corporeo sotto controllo. Il problema si verifica però quando questi batteri proliferano più del dovuto, o l'equilibrio tra batteri buoni e cattivi viene meno (la salute è un po' come la bilancia a due piatti: devono essere in equilibrio perfetto). E quando si verifica la cosiddetta sindrome da iperproliferazione batterica puoi mettere su peso in due modi diversi.

Anzitutto, i batteri possono produrre gas metano, che "rallenta le funzioni generali dell'intestino tenue, consentendo ai villi intestinali (delle piccole protuberanze, a forma di dita, che sporgono dal rivestimento intestinale) di assorbire più calorie a ogni boccone", spiega il dottor Brown. In sostanza, il tuo corpo fa esattamente l'opposto di quello che vorresti. Inoltre, la sindrome da iperproliferazione batterica può anche rallentare il metabolismo e influire sulla resistenza all'insulina e alla leptina, che servono a regolare gli stati di fame e di sazietà. Ecco perché, precisa il dottor Sachar, ti viene una voglia matta di mangiare carboidrati e ti alzi da tavola che hai ancora fame. Anche se hai mangiato tantissimo.

La soluzione Per evitare la sindrome da iperproliferazione batterica, Brown consiglia di non prendere antibiotici a meno che non sia strettamente necessario (come dice il nome, si tratta di farmaci che uccidono i batteri, cosa necessaria solo se l'equilibrio tra batteri buoni e cattivi è venuto meno per qualche motivo particolare). Se però hai già questo problema, chiedi al tuo medico di consigliarti un integratore a base di erbe che possa aiutare il tuo intestino a ritornare alla normalità.

5. Sindrome da intestino irritabile

La definizione di intestino irritabile è abusata, "è il problema gastrointestinale diagnosticato più di frequente, e spesso nasconde altri problemi legati alla digestione come l'ipersensibilità ad alcuni cibi, perdite intestinali o uno squilibrio nella flora batterica dell'intestino", spiega il dottor Sachar. Proprio come la stitichezza, può provocare gonfiore e infiammazione cronica e, di conseguenza, aumento di peso.

La soluzione Se il medico ti ha diagnosticato la sindrome da intestino irritabile, bisogna capire quale sia l'origine del problema. Secondo il dottor Sachar, il tuo medico può aiutarti ad aumentare la flora batterica buona prescrivendoti dei probiotici o degli enzimi digestivi che ti aiutino a scomporre il cibo in modo che non rimanga troppo nell'intestino, causando infiammazione. Il dottor Brown consiglia inoltre di provare a seguire una dieta senza glutine, o che produca una quantità limitata di gas intestinali, in modo da tenere sotto controllo il gonfiore e i chili extra.

Da: Redbook
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